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Messaggio Da Artea
#332043 Apperò... Sapevi che prenotando la visita guidata con padiglione degli agronomi, ti avrebbero portato a vedere le fattorie in vari padiglioni (saltando la fila ordinaria)?
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Messaggio Da lore1991
#332049 Io sono stato mercoledì e, pur avendo fatto il giappone con 2 ore e mezza di fila appena entrato, sono riuscito a tenere la media di 10-12 padiglioni nella giornata (senza correre troppo e facendo anche ad esempio marocco e messico, che ultimamente hanno un sacco di coda). Ho anche visto lo spettacolo dell'albero da sopra alla terrazza di palazzo italia :D Bello ma da giù lo preferisco perchè è più immersivo! Domani ultimo giorno, vediamo quanti padiglioni riusciremo a fare (punto al kazakhstan come prima cosa alla mattina, voglio farlo l'ultima volta). :D
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Messaggio Da lelerossi
#335633 Provo a resuscitare il topic... Ci sono novità in quanto ad alcuni Padiglioni che, secondo il Corriere della Sera, resteranno sul sito (oltre a Padiglione Zero, Padiglione Italia, L'Open Air Theatre, e l'Albero della Vita):

Venti escavatori divorano Expo

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Esplora il significato del termine: Nel cantiere in questi giorni lavorano 1.300 operai. Sei i padiglioni «spariti». Demoliti sette milioni di chili di carpenterie. Sparita la piscina della Repubblica CecaNel cantiere in questi giorni lavorano 1.300 operai. Sei i padiglioni «spariti». Demoliti sette milioni di chili di carpenterie. Sparita la piscina della Repubblica Ceca

Il Children Park è stato impacchettato, per proteggere giochi e sedute dalla pioggia e dalla neve. Sei o sette padiglioni che si affacciavano sul decumano sono spariti e si lavora per rimettere il terreno vegetale. I cluster sono stati svuotati e le strutture chiuse. Nel cantiere di Expo lavorano in questi giorni 1.300 operai: venti escavatori con le pinze dividono il calcestruzzo dal ferro e sono già stati demoliti 7 milioni di chili di carpenterie. I camion, controllati in entrata e in uscita, passano da cinque varchi sul lato che guarda il carcere di Bollate e sul decumano è stato realizzato un passaggio pedonale al centro, mentre sui lati viaggiano gli automezzi. La mostra di Vittorio Sgarbi allestita all’interno dello spazio Eataly è stata smontata e tutte le cucine che nelle stecche di legno sfornavano ogni giorno migliaia di pasti sono state svuotate. A ricordare i sei mesi dell’esposizione ci sono le grandi tende che sovrastano il decumano: la società ha indetto una gara per affidare a un’impresa il compito di impacchettare i grandi teli.

Nel cantiere tenuto sotto controllo dalla vigilanza privata ci sono una quarantina di Paesi al lavoro per le operazioni di dismantling, lo smantellamento. Alcuni hanno già smontato e portato via o distrutto: non c’è più traccia del padiglione della Repubblica Ceca, quello con la piscina che ha dato sollievo nei mesi di caldo record; sparite anche le giostre dell’Olanda, la ruota della Bielorussia, i semi della Malesia, il maxischermo della Spagna. Hanno quasi concluso i lavori Corea, Indonesia, Oman e Iran. Gli sponsor e i partner più piccoli, quelli che vendevano panini col prosciutto o birre, hanno lasciato gli spazi che erano stati loro assegnati. I colossi come la Germania, il Kuwait o la Svizzera procedono a ritmi spediti e sono circa al 60 per cento dello smantellamento. Di poco indietro il Giappone: la società Expo ha però deciso di conservare un muro del padiglione tanto apprezzato, simbolo dell’Expo 2015 e altre parti dello spazio sono state donate a tre scuole milanesi. Messo in sicurezza anche il Padiglione Zero, pronto per una eventuale riapertura affidata alla Triennale. E il cardo? Alcuni protagonisti come Unione Europea, Codiretti, Regione Lombardia, Confindustria, hanno svuotato gli interni ma gli spazi potrebbero tornare a disposizione in primavera per quello che la Regione ha ribattezzato «fast post».

In attesa di capire che succederà per il dopo Expo, il coordinamento che dovrebbe realizzare il campus universitario e la cittadella dell’innovazione, insieme allo Human Technopole, ha deciso di conservare e riutilizzare alcuni padiglioni tra cui quello degli Usa, della Santa Sede, di Polonia, Kazakistan, Ungheria e Messico, quello di Vanke (dopo che è tramontata l’idea di vendere all’asta le piastrelle della copertura firmate da Daniel Libeskind), quello di Intesa Sanpaolo e quello delle imprese cinesi. Anche qualcuno dei cluster potrebbe venire recuperato e riadattato sulla base del nuovo progetto complessivo che dovrà essere messo a punto per il trasferimento iniziale e parziale di studenti o scienziati. La settimana scorsa il rettore della Statale Gianluca Vago, che sovrintende questo gruppo, ha fatto un sopralluogo sul sito, accompagnato dall’ingegner Alessandro Molaioni, dal responsabile dei Paesi Stefano Gatti e da Romano Bignozzi, benemerito di Milano e anima del cantiere. Obiettivo del giro: verificare la situazione delle strutture.